DIARY - giacomo de donà - nature photography and guiding

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Ultimi attimi. Fiume Sile, January 2018

Verso la fine di una giornata pigra e uggiosa cammino lungo le rive del fime Sile, poco distante dal centro della città di Treviso. Ultimamente sono impegnato qui, lungo queste acque di risorgiva che si snodano tra borghi storici, ville, giardini, campi coltivati. Un fiume, cuore verde, eccezionale, che scorre sinuoso nella pianura Veneta e dona rifugio a tantissime specie di uccelli. Per me, che provengo dalle più rapide torrentizie acque dell' alto Piave, trascorrere del tempo nascosto sulle sponde di queste placide acque, nel silenzio, è esercizio di meditazione. Davanti ai miei occhi ci sono le folaghe, immancabili e ci sono i tuffetti che battibeccano l'uno contro l'altro; in lontananza, eleganti come sempre, alcuni cigni reali. Resto seduto, fermo, vorrei andare ma qualcosa mi trattiene, quasi ipnotizzato. Ad un tratto, irrompe nella scena un gabbiano. Vola deciso sul pelo dell'acqua e inizia a pescare con tuffi e volteggi. Gli elementi ci sono tutti: l'acqua scura, il fitto canneto (che mi teneva nascosto) a fare da cornice, l'azione veloce del soggetto. In pochi attimi tutto finisce com'era iniziato e riprende il suo volo, allontanandosi dal mio campo visivo. Nemmeno un minuto, quanto basta per ridestarmi e decido di riprendere anche io il cammino, soddisfatto.


Inconfondibile - Civetta nana, Dolomiti Bellunesi, January 2018

La neve che era scesa copiosa nel mese di Dicembre è ormai sciolta in molte parti delle Dolomiti meridionali. Siamo a metà Gennaio e l'allungarsi delle giornate è già palpabile, così, diviene più facile attardarsi più a lungo tra i boschi, fino al calar della sera. In questi giorni non sembra nemmeno Gennaio, la "merla" deve ancora arrivare e le temperature sono piuttosto gradevoli durante il giorno. Inevitabilmente, queste belle giornate di sole ci fanno pensare alla primavera e a tutti gli incontri che porterà, nella frenesia dell'arrivo della bella stagione.
Una sera, rientrando da una classica escursione pomeridiana, ormai stanco e un po' distratto, mentre penso e ripenso proprio alla primavera, un canto inconfondibile mi ridesta ed immediatamente mi fermo. Il binocolo, dapprima solo un pesante ciondolo appeso al collo, ritorna veloce lo strumento indispensabile agli occhi. Perlustro cima per cima tutte le mille punte di abeti che mi circondano ed eccola, quella un po' anomala, tonda, inconfondibile. Brevi istanti prima che si involi e sparisca nell'oscurità del bosco invernale. Chissà, mi domando, se qualcuno leggeva il mio pensiero; si sa, il bosco ha occhi e orecchie. Oggi, la foresta, mi ha regalato l'incontro con una delle sue sentinelle.


Un sogno selvaggio quel mattino d'inverno - Nevegàl, Prealpi Bellunesi, Dicembre 2017

Non siamo in luoghi lontani, non è il Denali dell' Alaska e non è la scandinavia.
Se in questi anni ho imparato a viaggiare in quei luoghi però, lo devo alle montagne di casa, selvagge nel cuore e ogni tanto selvagge davvero.


Mt. Schiara, Pelf, Terne The Bellunese trilogy - Dolomiti Bellunesi National Park, December 2017
Era la prima nevicata della stagione e la neve, finalmente, ha toccato il fondovalle. Alla fine, come sempre, le montagne che sovrastano la valle emergono in tutto il loro splendore indossando il nuovo abito della stagione. Il cielo però resta velato regalandoci una luce tenue pastello, che impreziosisce il quadro, la fotografia.


Mt. Schiara, 2565m s.l.m. Dicember 2017
La giornata invernale perfetta. Anche se a fondovalle piove, l' aria profuma di neve. Le nuvole sono fitte e la nebbia che sale dal fiume impedisce la vista sulle montagne. Pochi istanti per sbiricare, con gli occhi puntati verso l'alto, la regina del Parco Nazonale delle Dolomiti Bellunesi con il suo abito più prezioso. Regina di ghiaccio,  la "Gusela" si mostra al suo popolo.


The first with the first snow.
Comincia il nuovo anno con una delle ultime foto di quello passato. Dopo alcuni anni la neve torna presente dalle cime al fondovalle e il freddo, anche se non esagerato, è costante e aiuta il manto bianco a perdurare, dai campi, ai torrenti e dai  boschi alle vette.
Era una tranquilla mattina di Dicembre e lo scopo della salita in quota non era, o quasi, quello fotografico. Bensì il controllo  dei nostri "occhi invisibili". Giù in valle, ancora buio, tutto era ovattato da una fitta nebbia e un po' ingenui non ci aspettavamo che in alto splendesse il sole. Avremmo potuto svegliarci prima.
Giunti in cima, il piacere di procedere lenti, con il respiro secco e freddo, guidati dalle mille impronte di animali selvatici. La sensazione più bella di tutte è quella di essere i primi, tra gli uomini, a calpestare la neve fresca del nuovo giorno. Un po' come il cambio della guardia, tra la notte e il mondo selvatico e il giorno con la frenesia e il chiasso di quello umano.

Prealpi Bellunesi - Dicembre 2017
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